Newsletter In Cerchio - Settembre 2014 - Numero X - Anno XII
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Le parole del Giubileo: "p" come "partecipazione"   versione testuale
I numeri evidenziano un crollo nella partecipazione delle persone alla messa, specie dei giovani. Eppure basta rovesciare la prospettiva e scoprire che sono proprio i giovani il nostro punto di forza nel volontariato e nell’associazionismo, anche all’interno della nostra Chiesa. Esistono molti centri parrocchiali capaci di aggregare e associazioni religiose che rappresentano una forza attrattiva per i giovani. La partecipazione dei giovani al volontariato non è solo il sintomo di un sentimento diffuso e un’esigenza chiara, ma il termometro di una missione, un impegno morale. Sono un raggio di speranza in un momento grigio della nostra storia, un indice di fiducia verso la nostra Chiesa. E’ proprio questo straordinario movimento dal basso la più bella testimonianza di un patto che si rinsalda proprio nell’anno del Giubileo della Misericordia.
 
Partecipazione è condivisione
Li abbiamo visti portare soccorsi e speranze ad Amatrice e ad Accumuli, subito dopo il terremoto che ha devastato il centro Italia. Li vediamo ogni giorno prendersi cura degli immigrati, di chi è senza casa o solo. Hanno nel dna la storia dei nostri padri che hanno ricostruito l’Italia nel dopoguerra grazie alla partecipazione di tutti. Sono proprio i giovani oggi che, con il loro impegno quotidiano nell’associazionismo e nel volontariato, tengono alta la nostra tradizione italiana fatta di sacrifici e di condivisione. La partecipazione attiva non è solo seguire con attenzione, ma anche battersi per tutelare i diritti politici, civili, sociali e ambientali di tutte le persone, soprattutto quelle più svantaggiate. Detto in altre parole, avere a cura la casa comune, il bene comune, condividere un orizzonte più ampio. Lo ha detto Papa Francesco ai giovani che a Cracovia hanno partecipato alla XXXI giornata mondiale della gioventù: “Noi adulti abbiamo bisogno di voi giovani per insegnarci a convivere nella diversità, nel dialogo, nel condividere la multiculturalità non come una minaccia ma come un’opportunità. E voi siete un’opportunità per il futuro. Abbiate il coraggio di insegnarci, abbiate il coraggio di insegnare a noi che è più facile costruire ponti che innalzare muri!”

Partecipazione è collaborazione
L’idea di uomo posto al centro del mondo, che si crede creatore della terra e dispone a proprio piacimento delle risorse, lascia il passo dunque a un uomo che mette al centro le relazioni sociali. La partecipazione, soprattutto per i giovani, è collaborazione, lavorare insieme, mettersi insieme per raggiungere un obiettivo comune. E’ riannodare i fili per valorizzare il presente e pensare al futuro, offrire risposte concrete per riconoscere i diritti fondamentali di tutte le persone, soprattutto dei poveri e degli esclusi: il cibo, l’acqua, gli indumenti, la casa, il lavoro, l’educazione, la sanità. Anche le opere realizzate dalla Chiesa cattolica grazie alle firme 8xmille e alle libere donazioni, hanno questa caratteristica comune: assicurare a tutte le persone, soprattutto a quelle più povere, il diritto a una vita dignitosa, a partire proprio dal lavoro; al tempo stesso contribuire a rendere il mondo più abitabile, in modo che nessun membro della comunità si senta escluso, solo e abbandonato. Le opere realizzate con fondi dell’8xmille sono la più bella testimonianza di un cambiamento di prospettiva per favorire un agire autenticamente umano e solidale, capace di rimettere al centro la dignità della persona, la preziosità della vita umana, la solidarietà agli immigrati, agli ultimi, alle pietre scartate.
 
Partecipazione è inclusione
Dal nostro osservatorio privilegiato delle parrocchie, delle associazioni di volontariato e della Caritas, noi del Sostegno economico alla Chiesa abbiamo la possibilità di vedere la fotografia reale della situazione italiana: dal punto di vista economico, sociale, culturale e ambientale. Ma anche cogliere la forza di quell’esercito di giovani volontari e appartenenti ad associazioni religiose e umanitarie. Ogni giorno si battono per un’idea diversa di sviluppo che guardi alla qualità di vita delle persone e si impegnano per questioni fondamentali come la distribuzione della ricchezza o l’eguaglianza sociale. Sono la più bella testimonianza di un cambiamento di prospettiva per favorire un agire autenticamente umano e solidale, capace di rimettere al centro la dignità della persona, la preziosità della vita umana, la solidarietà agli immigrati, agli ultimi, alle pietre scartate.
 
Paolo Cortellessa
 
 
 
 
 
 
 


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