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La parrocchia: ieri, oggi, domani   versione testuale

Continua il nostro viaggio nel mondo dei "numeri" legati alla Chiesa. Questa volta parliamo della parrocchia.
 
IERI 
Un tempo la fede veniva trasmessa non solo in famiglia, ma anche e soprattutto in parrocchia. L'ordine dell'esistenza umana era fortemente segnato dalla comunità parrocchiale in cui si nasceva. In parrocchia, infatti, si imparava a stare insieme, a pregare insieme, a condividere in un'ottica religiosa gli eventi tristi e quelli felici. Storicamente la parrocchia e l'oratorio, così come la piazza e il quartiere per un non credente, sono stati i luoghi fisici dell'incontro con l'altro, della socializzazione e della formazione. Hanno accompagnato la nostra crescita, hanno fatto da scenografia alle nostre amicizie importanti, ai nostri amori, alle nostre passioni, alla nostra fede.
 
OGGI
A livello teorico la parrocchia riveste ancora un ruolo centrale nella vita della gente. Per oltre 1 italiano su 3 infatti, è “molto importante” che la parrocchia continui ad esistere nel quartiere in cui si vive. Tale importanza viene attribuita anche dai giovani, sebbene in percentuale leggermente più contenuta. (grafico 1)
Ma a livello pratico è proprio così? In realtà i luoghi fisici di incontro con l'altro, in primis la parrocchia e l'oratorio, rischiano di essere soppiantati quasi del tutto dalla grande rete, dai social network; sistemi di comunicazione immateriali, impersonali e massificati che isolano i giovani, dando loro la sensazione di essere circondati da un mondo di amici. Dinanzi ai profondi cambiamenti che segnano le società contemporanee è di fondamentale importanza che i giovani abbiano la possibilità di riscoprire le parrocchie e gli oratori come luoghi fondamentali di crescita, di formazione, di educazione religiosa, capaci di nutrire la propria fede, curarla, renderla adulta.
 
DOMANI
Con tutte le difficoltà riscontrate nei giorni nostri, la parrocchia può continuare a esercitare la sua missione fondamentale in ambito pastorale ed ecclesiale?
Per 1 cattolico su 2 la parrocchia continua a rappresentare, a livello ideale, uno degli aspetti positivi della Chiesa, da raccontare a un non credente (grafico 2). Ma perché questa affermazione sia supportata dai fatti, è fondamentale che la parrocchia continui a essere percepita come la casa “per tutti”, in grado di accogliere il più ampio ventaglio di persone: praticanti abituali, laici impegnati con qualche responsabilità e persone in difficoltà che sono alla ricerca di trovare ospitalità, sostegno, calore e conforto. Solo così la Chiesa potrà continuare a esercitare quel ruolo fondamentale di guida pastorale delle persone del territorio. Giovanni Paolo II, nell’esortazione apostolica Christifideles Laici, scriveva: “Se la parrocchia è la Chiesa impiantata tra le case degli uomini, essa vive e agisce inserita profondamente nella società umana e intimamente solidale con le aspirazioni e i suoi drammi”. In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, le parole di Papa Giovanni Paolo II risultano essere quanto mai profetiche.
 
Responsabile: Matteo Calabresi
Coordinamento redazionale: Maria Grazia Bambino
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